Guida online alla fatturazione, contabilità, dichiarazioni e fisco dei liberi professionisti e artisti. Risoluzione minima consigliata 1280x768
Ricarica la pagina
Prestazioni occasionali: premessa
La scelta di un impiego spot, magari solo durante il week-end, per una giornata o comunque per brevi periodi (spesso in coincidenza di festività, vacanze ed eventi speciali) rappresenta un espediente sempre più diffuso, a cui si rivolgono, non solo studenti, pensionati e precari, ma anche quanti, già regolarmente dipendenti altrove, hanno necessità di incrementare le proprie entrate familiari.
In via preliminare si deve sottolineare come allo stato attuale non esista alcuna limitazione giuridica al cumulo di impieghi nel settore privato, purché, chiaramente, siano in regola con le disposizioni normative. Il fenomeno degli impieghi brevi è in crescita, ne ha preso atto anche il Legislatore nella stesura della Finanziaria 2010, che ha ampliato i casi in cui il lavoro accessorio viene ammesso in "qualsiasi settore produttivo".
Quindi lavori brevissimi non solo svolti nei pubblici esercizi e nel commercio, ma l'esigenza di un apporto lavorativo occasionale viene ritenuto utile in ambiti fino a poco tempo fa ritenuti inimmaginabili, come ad esempio negli enti locali e nelle scuole.
A un uso sempre più diffuso dei rapporti di lavoro spot, si deve registrare però un livello basso di regolarità. si deve ricordare a tutti i datori di lavoro che anche l'impiego di poche ore di un lavoratore irregolare può significare l'esborso di migliaia di euro tra sanzioni e contributi omessi.
Basta ricordare alcuni casi più frequenti come, ad esempio, ricorrere all' amico per portare qualche piatto nell'ora di punta nell'agriturismo di famiglia, farsi assistere da un parente per dare un'occhiata al negozio mentre ci si deve allontanare per un'improvvisa esigenza, l'aiuto occasionale a scaricare un camion nella sola mezza giornata del mese in cui la merce in arrivo va stoccata in magazzino, può costare al datore di lavoro, che non abbia formalizzato l'aiuto del prestatore occasionale, non meno di oltre 3mila euro a lavoratore.
Per chi non intende rinunciare ad usufruire legittimamente dell'aiuto occasionale di lavoratori, sono molti i modelli contrattuali flessibili messi a disposizione della legge.
La nostra selezione prende in esame sei modelli a cui è possibile fare ricorso per sopperire ad esigenze temporanee di prestazioni occasionali: una breve rassegna delle diverse opportunità di essere in regola può quindi tornare utile a orientare aziende e prestatori di lavoro nella scelta più adeguata alle esigenze del caso.
1) Lavoro accessorio
Il lavoro accessorio è previsto dall'articolo 70 e seguenti del Dlgs n. 276/2003, esso è fruibile in ogni settore produttivo se si impiegano studenti, lavoratori part time e quanti percepiscono prestazioni integrative. Il lavoro accessorio richiede una serie di adempimenti ridotti: acquisto dei "voucher" per il pagamento dei lavoratori e denuncia preventiva all'INAIL. Un impiego al di fuori dei casi consentiti e dei tempi denunciati è però molto rischioso, concretando di massima un'ipotesi di vero e proprio lavoro nero.
I "voucher" hanno costo esiguo e sono consegnati come pagamento, nel corripsettivo dei "voucher" sono già compresi i costi per contributi e premi.
Le mansioni a cui il lavoratore potrà svolgere nell’ambito di questa tipologia contrattuale sono le seguenti:
-
piccoli lavori domestici, inclusa l’assistenza domiciliare a bambini e alle persone anziane, ammalate o portatrici di handicap;
-
insegnamento privato supplementare;
-
piccoli lavori di giardinaggio, pulizia;
-
realizzazione di manifestazioni sociali, sportive culturali;
-
collaborazioni con enti pubblici e associazioni di volontariato per lavori di emergenza o di solidarietà.
Le modalità operative per la consegna al lavoratore dei buoni lavoro o voucher, procedura telematica o procedura cartacea. Leggi tutto...
In difetto della denuncia all'INAIL o nel caso di impiego in tempi non denunciati, la fattispecie del lavoro nero scatta in automatico. Per l'impiego in ipotesi non consentite, viene riconosciuto un ordinario rapporto di dipendenza.
2) Lavoro a chiamata
Il lavoro a chiamata è disciplinato dagli artt. 33 e seguenti del Dlgs n. 276/2003 e il suo principale vantaggio consiste nel fatto che il dipendente sarà pagato nella misura in cui sarà utilizzato. Il rapporto di lavoro non presenta particolari rischi, se non quello della mancata risposta alla chiamata da parte del lavoratore.
3) Lavoro part-time
Il lavoro part-time è disciplinato dal Dlgs n. 61/2000, non solo consente di avere disponibilità certa del lavoratore, a fronte di un compenso tutto sommato contenuto e proporzionato al limitato utilizzo, ma anche la sicurezza di aver posto in essere un rapporto di lavoro che mette al riparo da rischi di lavoro nero e pretese di maxi sanzioni. E' richiesta la forma scritta ai fini della prova.
4) Lavoro a tempo determinato
Il lavoro a tempo determinato è disciplinato dal Dlgs n. 368/2001, presenta come requisito l'esitenza di reali, per quanto ordinarie esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. In genere, i tempi la causa del rapporto di lavoro devono essere certi e risultare per iscritto, a pena di invalidità dello stesso rapporto di lavoro, altrimenti riconosciuto a tempo indeterminato fin dall'inizio.
5) Mini co.co.co.
La mini co.co.co. è disciplinata dall'articolo 61, comma 3, del Dlgs n. 276/2003, questa formula riguarda "prestazioni occasionali... di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare" con compensi per committente entro i 5mila euro. Come per qualsiasi forma di co.co.co. si sottolinea il fatto che trattasi di lavoro parasubordinato e, perciò, di fatto autonomo. Il principale vantaggio di utilizzare questo modelli consiste nell'essere una delle poche forme consentite di co.co.co. senza la necessaria previsione di progetto e programmi. Formalizzare correttamente una mini co.co.co. esonera da rischi di lavoro nero, senza l'onere di dover assumere un dipendente e la minore contribuzione dovuta alla Gestione separata INPS.
Ove manchi la chiara effettività della parasubordinazione (ossia collaborazione e coordinamento senza vincoli) è elevato il rischio che il lavoratore sia qualificato come subordinato.
6) Lavoro occasionale di lavoro autonomo
Il lavoro occasionale di lavoro autonomo è disciplinato dagli artt. 2222 e seguenti del Codice Civile, è privo di particolari adempimenti, se la sua autonomia risulta effettiva i costi del rapporto di lavoro scendono notevolmente, non essendo dovuta contribuzione, almeno fino a quando il lavoratore autonomo non percepisce un minimo di 5mila euro.
| D.Lgs. 276/2003 | |||
L'art. 61 del D. Lgs. 276/2003 ha, per la prima volta, fornito una definizione legale delle prestazioni occasionali di lavoro autonomo.Le prestazioni occasionali di lavoro autonomo sono infatti quelle che derivano da rapporti di lavoro di durata complessiva non superiore a 30 giorni svolti nello stesso anno solare e con lo stesso committente. La prestazione occasionale deve rispondere, inoltre, ad un altro requisito: il compenso complessivamente percepito nell'anno solare non deve superare €uro 5mila. Per un ulteriore approfondimento in tema di prestazione occasionale si veda anche la Circolare INPS n. 103 del 6 luglio 2004. |
|||
La prestazione occasionale può essere svolta da tutti i lavoratori e per qualsiasi tipologia di attività lavorativa, purché si rispettino i limiti di durata e di compenso complessivo annuo con lo stesso committente previsti dalla legge.
Le prestazioni occasionali di lavoro autonomo comportano lo svolgimento di un'attività di lavoro autonomo senza alcun coordinamento con il committente e, peraltro, devono essere del tutto occasionali, senza i requisiti dell'abitualità e della professionalità, con assenza di inserimento nel ciclo produttivo.
Bisogna fare attenzione a non inquadrare in maniera sbagliata il rapporto di lavoro ritenendo i termini "saltuarietà" e "occasionalità" come sinonimi di autonomia in quanto anche un rapporto di natura occasionale potrebbe essere subordinato, se, ovviamente, sono presenti i requisiti della subordinazione.
Infatti, da un punto di vista lavoristico, si tratta della modalità di apporto lavorativo breve a maggiore rischio di incorrere in disconoscimenti e sanzioni.
Non è necessario aprire la partita Iva, solo se l'attività è svolta occasionalmente, la determinazione dell'occasionalità è rimessa alla valutazione di ciascun lavoratore, in quanto non esiste una soglia di compensi, superata la quale sorge l'obbligo di aprire la partita Iva. Un utile riferimento però potrebbe essere quello previsto per l'iscrizione nella gestione separata Inps, ossia € 5.000 all'anno.
In ogni caso è bene precisqare che non esistono, infatti, regole che consentono di individuare in maniera netta le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali.
Lo stesso Ministero delle Finanze ha precisato che, essendo molto incerta la distinzione tra "abitualità" e "occasionalità", la valutazione circa l'esistenza dell'uno o dell'altro elemento deve essere fatta "caso per caso". A tale proposito si può ricordare quanto precisato nella Circolare del Ministero stesso n. 7/1496 del 30 aprile 1977 ossia "per attività svolta in forma abituale deve intendersi un normale e costante indirizzo dell'attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioè trattarsi di un'attività che abbia il particolare carattere della professionalità".
il lavoro occasionale autonomo va destinato a prestazioni spot di elevato contenuto professionale, dato che un ritenuto difetto di genuinità dell'autonomia (sia come subordinato che co.co.co) conduce il rapporto direttamente nell'alveo del sommers.
Non è richiesta l'iscrizione ad un albo professionale né l'apertura di una Partita IVA, in quanto il corrispettivo versato dal committente (impresa, ente, professionista ecc.) è soggetto ad una ritenuta di acconto pari al 20% dell'importo.
La prestazione occasionale di lavoro autonomo non prevede particolari tutele trattandosi di uno schema contrattuale affidato per lo più alla libertà negoziale delle parti. Si pensi che il committente non ha nemmeno l'obbligo di applicare le regole sulla prevenzione degli infortuni o altre norme previste per gli altri lavoratori.
Prestazioni occasionali di lavoro autonomo> Pagina di accesso
Categorie Menu
- Home
- Prestazioni occasionali
- Lavoro autonomo
- Regimi contabili
- Fatturazione
- IVA
- Imposte dirette
- Irap
- Contributi previdenziali
- Adempimenti vari
- Comunicazioni telematiche
- Dichiarazioni telematiche
- Accertamento
- Studi di settore
- Studi associati
- Nuove professioni
- Quiz
- Video
- Formulari e studi
- Trova l'esperto
- Software
- Corsi
- Links
F.A.Q.
Nel sito una sezione dedicata alle Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, che sono letteralmente le "domande poste frequentemente"; più esattamente sono una serie di risposte stilate direttamente dall'autore, in risposta alle domande che gli vengono poste, o che ritiene gli verrebbero poste, più frequentemente dagli utilizzatori di un certo servizio.
![]()
Servizi online
Hai la possibilità di attivare un rapporto di collaborazione online con lo Studio per assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi e fiscali legati allo svolgimento della tua attività professionale o artistica.
Galleria Immagini





Slideshow di immagini legate agli adempimenti amministrativi e fiscali dei liberi professionisti.