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Iva e professionisti
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Fallimento del cliente

Il professionista ha ricevuto e svolto l'incarico dal cliente, ha presentato il proprio progetto o avviso di notula ma nonostante abbia inviato vari solleciti di pagamento ed intrapreso inutilmente l'azione esecutiva ordinaria, non è riuscito a riscuotere il proprio credito. In tal caso può presentare un'istanza di fallimento a carico del proprio debitore.
Può essere di fondamentale importanza far firmare al cliente una lettera di incarico con data precedente allo svolgimento del servizio professionale.
Occorre infine precisare che il credito vantato dal professionista è privilegiato rispetto ad altri tipi di credito che sono chiamati chirografari.
Il privilegio consiste nell'essere liquidato (sempre che ci siano fondi sufficienti) prima di altri creditori, che possono avere un privilegio di ordine inferiore al proprio oppure essere chirografari.
Sia nel caso che il professionista abbia presentato istanza di fallimento sia nel caso che non l'abbia fatta in quanto il fallimento sia stato dichiarato su istanza di altri creditori, egli deve depositare, presso la Cancelleria Fallimentare, la propria domanda di ammissione al passivo.
Essa deve essere predisposta con la massima scrupolosità dipendendo da quest'ultima l'ammontare del credito che dovrà essere liquidato e l'eventuale sua priorità rispetto ad altri crediti. Specie nel caso dei professionisti è consigliabile depositare la domanda almeno 10 giorni prima del giorno fissato per la verifica o esame dello stato passivo (per dare tempo al curatore di verificare l'esattezza delle somme richieste) nonché di essere presenti il giorno della verifica in quanto la domanda sarà esaminata il giorno stesso e il professionista potrà controbattere le eventuali osservazioni avanzate dal Giudice delegato e dal curatore, evitando il rigetto totale o parziale della domanda ed una eventuale azione legale di opposizione allo stato passivo.
II professionista emette la fattura normalmente al momento dell'incasso. Antecedentemente emette un documento denominato "avviso di notula'", come del resto è consentito per tutte le prestazioni di servizi ai sensi dell'art. 6 del DPR 633/1972.

Il caso
Il caso è quello di un professionista che ha emesso un avviso di parcella ad una ditta che dopo alcuni mesi è stata dichiarata fallita. Il curatore ha liquidato, con il riparto finale, al professionista il compenso dettagliato nell'avviso.Proprio perché conseguente ad un'attività professionale (e tale è anche ai fini delle imposte sui redditi) a fronte di detto importo deve essere ora emessa regolare fattura con addebito d'imposta e successivamente, non essendo stata pagata l'Iva, relativa nota di variazione ai sensi dell'art. 26 del DPR 633/1972.
Fonte: Italia Oggi del 20 febbraio 2006

Domande e risposte
D: Un avvocato è stato ammesso allo stato passivo di un fallimento come creditore privilegiato per la parte imponibile e come chirografario per l'IVA. A seguito del riparto, il soggetto in questione ha incassato la sola parte ammessa in privilegio emettendo, tuttavia, fattira per l'intero importo comprensibo di imponibile e iva. Dopo la chiusura della procedura fallimentare, non avendo incassato l'iva, ci si domanda se l'avvocato può emettere una nota di varizione ai sensi dell'articolo 26 del DPR 633/1972 per la sola Iva?
R: l'articolo 26, comma 2, del DPR 633/1972, prevede la variazione in diminuzione quando l'operazione viene meno in tutto o in parte o si riduce l'ammontare imponibile. Nel caso in questione, poiché a chiusura della procedura fallimentare risulta incassato l'intero ammontare imponibile, non ricorre nessuna delle condizioni prima indicate. Si ritiene, conseguentemente, che non possa emettersi la nota di variazione in diminuzione.
Fonte: L'Esperto Risponde de Il Sole24ore

F.A.Q.

Nel sito una sezione dedicata alle Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, che sono letteralmente le "domande poste frequentemente"; più esattamente sono una serie di risposte stilate direttamente dall'autore, in risposta alle domande che gli vengono poste, o che ritiene gli verrebbero poste, più frequentemente dagli utilizzatori di un certo servizio.

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