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Studi di settore
Nel corso degli anni l'Agenzia delle Entrate ha perfezionato i meccanismi di stima dei compensi per molti studi di settore dei professionisti, sostituendo alla ricostruzione presuntiva dei compensi sulla base delle spese sostenute la ricostruzione presuntiva sulla base del numero e della tipologia degli incarichi svolti, ponderati sulla base del valore medio dichiarato con l'individuazione di valori minimi della tariffa professionale applicabile su base provinciale.
Gli studi di settore dei professionisti sono identificati dal codice "K".
Gli studi di settore definitivi per i professionisti sonodiversi e tra i principali si ricordano:
• Geologi
• Altre attività tecniche
• Studi notarili
• Attività tecniche dei disegnatori
• TK10U Studi medici
• TK16U Amministratori di condomini
• TK19U Attività professionali paramediche
• TK20U Psicologi
• TK22U veterinari
• UK21U Studi odontoiatrici
Dal periodo di imposta 2006 questi studi di settore per professionisti passano dal regime provvisorio a quello definitivo e quindi potranno essere utilizzati dall'Amministrazione finanziaria per attivare un eventuale avviso di accertamento fiscale.
La Suprema Corte, infatti, ha ribadito con forza un concetto non sempre accettato pacificamente dall’Agenzia delle Entrate, e cioè che lo studio di settore offre indizi certamente utili per individuare i contribuenti più anomali da sottoporre a controlli e presenta un’utile base statistica per rettificarne il reddito dichiarato, ma da soli essi non bastano assolutamente per trarre alcuna conclusione.
Di fronte a contribuenti non congrui, dunque, l’Agenzia deve impegnarsi per trovare altri indizi a carico dei medesimi prima di provvedere alla rettifica del reddito; deve inoltre accettare il contraddittorio con il cittadino, che potrebbe portare prove inoppugnabili che giustifichino lo scostamento rispetto alle risultanze di Gerico.
L'inventore degli studi di settore
Gli studi di settore sono stati introdotti nel 1993 da Franco Gallo, attualmente giudice costituzionale, allora Ministro delle finanze del Governo Ciampi. Sono stati preceduti dalla minimum tax nel 1992 con il Governo Amato. Tutti i Governi successivi li hanno conservati e più o meno inaspriti.
Gli studi di settore impongono di dichiarare i redditi calcolandoli attraverso un sistema statistico, ma solo alcuni contribuenti "più piccoli di..." sono obbligati, mentre gli altri "più grandi di..." sono del tutto esonerati. Di qui i numerosi dubbi sulla incostituzionalità dello strumento. Ulteriori dubbi sulla costituzionalità degli studi di settore qui.
Non da meno le influenze degli studi di settore sull'economia nazionale: gli studi di settore sono una barriera all'ingresso nel mercato, spesso una spinta all'uscita dal mercato, oltre che un ostacolo alla libera concorrenza dei "più piccoli di..." verso "i più grandi di...", per i più piccoli diventa infatti impossibile stabilire liberamente i prezzi di vendita).
Cosa ne pensi?
Marcello Comanducci
Io credo che l’Italia sia sempre più vicina ad un “implosione” economica, troppi debiti, troppe aziende che lavorano tanto ma che guadagnano poco che si tramuta in pochi soldi da investire in azienda e quindi sviluppo zero.
La politica degli studi di settore è ridicola, comprare un macchinario spesso comporta un aumento immotivato dello studio e la gente preferisce “stagnare” con l’attuale attrezzature invece di accollarsi un investimento che poi deve “rendere” per forza.
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