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Investire in fondi comuni di investimento
Come fare l'acquisto migliore dei Fondi comuni di investimento?
La prima grande suddivisione è in collegata al livello di rischio al rendimento potenziale. Possiamo dunque scegliere tra:
• Fondi monetari azionari,
• Fondi monetari obbligazionari,
• Fondi monetari misti o bilanciati.
All'interno di queste tre principali categorie abbiamo altre suddivisioni, come ad esempio i Fondi azionari che investono solo in titoli nazionali e i Fondi azionari che si sono invece specializzati in investimenti in Borse estere.
Fondi monetari
Presentano la caratteristica di essere Fondi sicuri e tranquili ma non permettono al risparmiatore di coprire sempre l'erosione del potere di acquisto causato dall'inflazione.
Se sottoscrivete uno di questi Fondi, i vostri soldi saranno investiti in titoli obbligazionari e Buoni del Tesoro (BOT, CCT, CTZ, BTP e altri titoli di Stato prossimi a scadere).
L'investimento in Fondi monetari sono consigliabili solo in periodi in cui il costo del denaro è molto basso e i rendimenti dei BOT prossimi allo zero.
I Fondi monetari hanno una valuta di emissione le cui più diffuse sono di area Euro e dollaro.
Se sottoscrivete uno dei Fondi obbligazionari in circolazione, i vostri soldi saranno investiti principalmente in Buoni del Tesoro ed obbligazioni a media-lunga durata. Quindi il rischio di tale tipo di investimento è minore di quello dei Fondi azionari e si presentano particolarmente adatti per i risparmiatori che desiderano aumentare il proprio capitale in un'ottica di investimento di media durata (fra i 3 e i 5 anni).
Se decidete di investire in Fondi obbligazionari dovete valutare attentamente i loro costi di gestione e le eventuali spese di ingresso e di uscita dal Fondo, nonché la specializzazione dell'investimento.
Come scegliere tra i vari Fondi obbligazionari? La scelta del risparmiatore dipende:
• dal grado di rischio insito del Fondo
• dall'area geografica dove si intende investire (elemento oggettivo)
• dall'andamento dell'economia in generale.
Qualche tempo fa i migliori rendimenti di Fondi obbligazionari provenivano dai Fondi specializzati nell'area geografica del Pacifico e Paese emergenti.
Roberto Bencinvenga scrive che "i Fondi obbligazionari non incontrano più tanto il favore del pubblico, deluso dagli scarsi guadagni (mangiati soprattutto dalle spese). La formula da preferire per chi vuole optare per questo tipo di fondo è quella dei cosiddetti Fondi obbligazionari flessibili".
Ci sono diversi tipi di Fondi flessibili e più esattamente:
• Fondi obbligazionari "misti" che possono investire anche in azioni fino al 20% del proprio patrimonio e quindi hanno la possibilità di spuntare nel tempo, con un pò di fortuna, rendimenti più interessanti per il risparmiatore.
• Fondi obbligazionari flessibili che investono in Buoni del Tesoro ed obbligazioni senza particolari vincoli relativamente all'affidabilità dell'emittente che sono invece propri dei Fondi obbligazionari puri. Si sottolinea quindi il grado di rischiosità maggiore ma possono ottenere anche risultati decisamente più interessanti.
• Fondi flessibili che investono in azioni, obbligazioni, Buoni del tesoro, liquidità e valute. Presentano una forte componente speculativa e il loro rendimento è legato all'abilità del gestore che sa sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle Borse mondiali e dai mercati valutari. Sono pertanto Fondi con un certo rischio di investimento ma che nello stesso tempo potrebbe anche fornire rendimenti soddisfacenti. Infatti sono stati registrati rendimenti medi del 45% con punte vicino al 70% per i Fondi che hanno investito nei paesi emergenti.
Se decidente di investire in Fondi bilanciati, i vostri soldi saranno investiti dal gestore del Fondo in obbligazioni e Buoni del tesoro e in azioni, spetta al gestore stesso scegliere il mix tra obbligazioni ed azioni in portafoglio.
La quota di azioni presente in questo tipo di Fondi varia da un minimo del 10% ad un massimo del 90% (quelli bilanciati puri hanno un peso azioni oscillante tra il 30 e il 70%).
Se quindi vi orientate nell'investimento di Fondi bilanciati, dovete informarvi presso la vostra banca o presso il vostro promotore finanziario per conoscere la quantità di azioni che compone il portafoglio dei titoli del Fondo. A tale proposito Roberto Bencinvenga scrive che "la presenza di azioni non va d'altronde demonizzata perché sul medio lungo periodo sono lo strumento di risparmio che dà maggiori soddisfazioni."
I Fondi azionari non presentano la caratteristica di essere un prodotto finanziario di breve durata bensì di media e lunga durata, infatti proprio nell'arco di tempo più lungo è più facile che l'investitore possa consolidare i guadagni e limrae le perdite che si possono verificare in determinati periodi di crisi economica in modo da poter garantire la crescita finale del capitale che è stato investito.
Spesso capita che l'investore di un Fondo azionario esce dallo stesso spaventato dal decremento della quota del Fondo stesso in coincidenza magari con un periodo congiunturale negativo e questo comportamento può rivelarsi un grave errore.
Se dunque decidete di investire in Fondi azionari, i vostri soldi saranno investiti dal gestore del Fondo prevalentemente in azioni che devo rappresentare almeno il 70% del portafoglio.
L'investimento in Fondi azionari sono consigliabili a coloro che intendono aumentare il proprio capitale nell'arco di tempo che oscilla dai 7 ai 15 anni.
Quanto al loro rischio, è chiaro che sono più rischiosi dei Fondi obbligazionari, monetari e bilanciati ma in genere offrono rendimenti migliori, tuttavia è sempre consigliabile conoscere le spese di gestione e la specializzazione del Fondo.
Diversi sono i tipi di Fondi azionari, quelli più diffusi sono quelli che investono unicamente in azioni italiane o in azioni internazionali, altri si specializzano in azioni dell'area Euro o dell'Europa, altri in azioni dell'area goegrafica del Pacifico oppure dell'are USA oppure di Paesi emergenti.
Possiamo trovare anche Fondi azionari che sono specializati in settori produttivi come ad esempio in telecomunicazioni, materie prime ecc.
Nel corso del 2009 i Fondi azionari hanno registrato un rendimento negativo medio del 12% a causa dell'andamento negativo delle Borse e in genere della crisi internazionale e quindi le quote dei vari Fondi si sono deprezzati, ma, come suggerisce Roberto Bencinvenga, "un risparmiatore lungimirante potrebbe approfittare del basso prezzo delle quote per entrare in un Fondo Azionario".
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