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Il risparmio in Italia
Si stima che il valore del risparmio in Italia sia pari a 5.500 miliard di euro, a fronte di un debito pubblico di circa 1.800 miliardi di euro.
Il 22% degli investimenti finanziari viene indirizzato per l'acquito di titoli di Stato - NOT, BTP, CCT e CTZ - ma questo fiume di denaro prestato allo Stato non viene impiegato in scopi produttivi, serve unicamente per coprire il deficit di bilancio e spesso serve per pagare gli interessi corrisposti ai risparmiatori.
Una seconda grossa fetta del risparmio si indirizza per l'investimento immobiliare, tanto che esso rappresenta il 50% del patrimonio delle famiglie. La scelta del "mattone" è senza alcun dubbio condivisibile ma in realtà le risorse finanziarie destinate agli investimenti immobiliari rimangono congelate, a parte quelle assorbite dall'industria edilizia.
Dunque solo una parte minima di risorse finanziarie del risparmio viene indirizzato verso la Borsa (azioni, obbligazioni ecc.), come scrive Roberto Bencinvenga "in teoria il modo migliore per far quadagnare il risparmiatore e renderlo partecipe dello sviluppo economico del Paese."
Il rapporto tra la Borsa e i piccoli risparmiatori non è mai stato positivo, basti pensare al termine "parco buoi" che in passato stava a rappresentarli, in quanto preda frequente di speculatori e di gruppi di controllo delle imprese e del mercato.
In Italia il numero di aziende quotate non è elevato e buona parte di esse sono controllate da maggioranze blindate e sarebbe pertanto auspicabile una maggiore apertura delle aziende al piccolo risparmiatore affinchè questo possa essere utile a tutti, ossia a chi desidera investire e a chi utilizza le risorse finanziarie investite.
Ma come scrive ancora il Bencinvenga "le esperienze degli ultimi anni dovrebbero servirci da lezione, anche per evitare il ripetersi di imbarazzanti e rovinose conseguenze per molti piccoli investitori che hanno perduto il loro denaro, fortunate per i pochi che ne hanno tratto profitto."
Si ricorda che dal 1° gennaio 2010 è stato introdotto in Italia l'istituto della Class Action, questo sta a significare che potranno essere attivate azioni collettive contro illeciti cagionati da banche ed assicurazioni e promosse dai risparmiatori che si trovano nella stessa identica posizione.
Per implementare quella cultura finanziaria, di cui in molte occasioni è stata lamentata la carenza in Italia, la Consob ha messo a punto due iniziative di "investor education" pubblicate sul suo stesso sito: la prima spiega cosa fare e cosa non fare, la seconda è una guida sui servizi di investimento.
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