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→ Imposte dirette





Principio di cassa

Gli esercenti arti e professioni sono obbligati a tenere la contabilità secondo il "criterio di cassa": acquisti e compensi diventano rispettivamente deducibili e imponibili dal punto di vista fiscale quando le relative spese sono pagate e i relativi compensi incassati.

Il criterio di cassa, che si contrappone al criterio di competenza, è alla base della determinazione dl reddito professionale, a differenza di quanto succede nel reddito d'impresa, secondo cui i componenti positivi e negativi di reddito sono imputati nell'esercizio in cui sono riferiti o maturati.

I compensi dei professionisti

Ai sensi dell'articolo 54 del TUIR il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso.

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la lista dei compensi da indicare in dichiarazione dei redditi


Le spese dei professionisti

Le spese sostenute nell'esercizio della professione sono dunque deducibili:

• purché effettivamente sostenute nel periodo di imposta;
• purché inerenti l'esercizio della professione;
• purché debitamente documentate.

In relazione alla necessità della documentazione, la RM n. 2/208 dell'8 luglio 1975, ha affermato che occorre sempre una prova documentale tale da consentire l'esatta riferibilità della spesa all'esercente la professione che ha sostenuto il costo: è a questo fine che è necessario che le bollette relative alle spese in oggetto risultino intestate al professionista.

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la lista dei costi e delle spese che sostiene normalmente un professionista e la loro deducibilità ai fini dell'IRPEF.



Esclusioni dal principio di cassa

La legge prevede però alcune esclusioni al principio di cassa (per il TFR, gli ammortamenti, il leasing, che vengono quantificati in base al principio di competenza economica) e una serie di disposizioni specifiche (per immobili, beni strumentali, beni promiscui, beni in locazione, beni in leasing e alcune individuate spese). Aspetti particolari, dunque, per una contabilità che ha le sue regole e i suoi adempimenti, la cui inosservanza è particolarmente gravosa per il professionista "distratto".

Certificazione delle ritenute di acconto

I soggetti indicati agli artt. da 23 a 25 del D.P.R. 600/1973 effettuano all'atto del pagamento o della maturazione di determinati compensi o proventi una ritenuta sull'importo lordo spettante al percipiente che può essere:

- a titolo di acconto: i compensi e le ritenute devono esseere inseriti dal percipiente in dichiarazione e in tale sede la ritenuta sarà detratta dall'imposta dovuta;

- a titolo d'imposta (definitiva): i compensi e le ritenute non vanno dichiarati dal percipiente.

Entro il 28 febbraio dell'anno successivo il sostituto d'imposta deve rilasciare al percipiente una certificazione attestante i compensi assoggettati a ritenua di acconto e le relative ritenute operate.

F.A.Q.

Nel sito una sezione dedicata alle Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, che sono letteralmente le "domande poste frequentemente"; più esattamente sono una serie di risposte stilate direttamente dall'autore, in risposta alle domande che gli vengono poste, o che ritiene gli verrebbero poste, più frequentemente dagli utilizzatori di un certo servizio.

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