Prestazioni occasionali di lavoro autonomo




Aspetti civilistici

Per prestazione di lavoro autonomo occasionale si deve intendere qualsiasi attività di lavoro autonomo caratterizzata dall'assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.Esso trova la sua collocazione giuridica nell'articolo 2222 del Codice civile e quella tributaria nell'articolo 67 del TUIR.

L'introduzione dell'istituto del lavoro accessorio (ex art. 54-bis del decreto legge 50 del 24 aprole 2017 convertito dalla legge 96 del 21 giugno 2017) non ha abolito la possibilità di stipulare un contratto d'opera occasionale ex articolo 2222 del Codice civile. Il prestatore d'opera occasionale, in questa ipotesi, produce un reddito di lavoro autonomo occasionale disciplinato dall'articolo 67 del TUIR, come sopra specificato.

Art. 2222 Codice civile.
Contratti d'opera
Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione, nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.

Il lavoratore autonomo occasionale deve poter svolgere la sua attività in modo autonomo e non essere vincolato dal committente a orari rigidi e predeterminati, fatte salve ovviamente specifiche esigenze dell’azienda. In questo tipo di collaborazione, quindi, il lavoratore agisce in assenza di rischio economico, non è tenuto a rispettare un orario di lavoro preciso e la sua attività va intesa non come strutturale all’intero ciclo peoduttivo, ma solo come di supporto al raggiungimento di obiettivi momentanei del committente.

Un compenso per attività occasionale non può in linea generale essere di importo elevato, ma non esiste - dal punto di vista tributario . un limite. Il problema dell'occasionalità dipende dalle modalità con le quali viene esercitata l'attività: nel senso che, se un soggetto svolge in modo non ripetitivo una certa attività, senza dotarsi di un'organizzazione per svolgerla, si può dire che l'attività sia occasionale.

Si evidenzia che può sussistere un'attività assolutamente occasionale e non organizzzta che in un certo periodo di tempo comporta un compenso superiore ai 5mila euro (plafond di esonero previdenziale Inps) pur restando attività occasionale.

E' fondamentale verificare se il soggetto si organizza per produrre un reddito con una dotazione di mezzi che esclude l'occasionalità, ad esempio, stipulando contratti pubblicitari, attivando un sito web specifico, aprendo una sede fissa o acquistando le attrezzature necessarie per lo svolgimento dell'attività.

A tale proposito si veda la Circolare ministeriale 7/1496 del 30 aprile 1977, secondo la quale per attività svolta in forma abituale deve intendersi:

un normale e costante indirizzo dell'attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioé trattarsi di un'attività che abbia il particolare carattere della professionalità.

Inoltre, si può definire la nozione di abitualità con "sistematica continuità" dell'attività del soggetto. In assenza di professionalità (programmazione nello svolgimento) e sistematicità (regolarità e stabilità) l'attività in oggetto non può considerarsi come abituale e quindi va intesa come occasionale.

Forma del contratto

Le norme di legge in materia non prevedono la forma scritta del contratto tra collaboratore occasionale e committente, però si consiglia, anche se il rapporto è di breve durata, di predisporre un contratto in forma scritta che contenga gli elementi essenziali del contratto stesso e la sua durata.

Si mette in evidenza che la forma scritta del contratto di lavoro autonomo occasionale, di importo minore o anche maggiore di € 5.000 (limite di esonero previdenziale) seppur non sia obbligatoria al fine dell’esistenza della prestazione stessa, in quanto può essere concluso anche verbalmente, è sempre consigliabile per provare la corretta esistenza, per l’eventuale rivendicazione di compensi non pagati ed, eventualmente, per potere controbattere a eventuali disconoscimenti delle Amministrazioni quali INPS e Agenzia delle Entrate.

La maggior parte delle collaborazioni occasionali non viene formalizzata in un contratto scritto, cosa peraltro consentita dalla legge. In assenza di contratto, quale garanzia, per il lavoratore è sufficiente - dopo l'inizio della prestazione - inviare una raccomandata A/R al committente con un testo di questo genere:
In relazione alla collaborazione occasionale tra noi instaurata, confermo che il mio impegno consisterà in..... e l'accettazione da parte mia del compenso fissato in .......€uro, è previsto inoltre che il nostro rapporto si concluda in data.....

Lettera di incarico del professionista committente

Egr. Sig./Gent.sig.ra
via.....
CAP .......Località

OGGETTO: incarico di rapporto di lavoro autonomo occasionale (art. 1332 Codice Civile)
Come da accordi verbali Le comunico che è mia intenzione instaurare con Lei un rapporto di lavoro autonomo occasionale per l’attività di [Indicare la mansione], ai seguenti patti e condizioni:

Oggetto della prestazione
Lei si impegna a fornire allo Studio (professionista, committente) il proprio apporto in materia di ..........(indicare la tipologia di lavoro). Lo scrivente potrà fornire consigli di natura tecnica nonché suggerimenti in merito ai lavori proposti o ad esso sottoposti. La sua attività si caratterizza per la piena autonomia ed è lasciata libera al Suo insindacabile giudizio.
Il rapporto così instaurato non presuppone alcun rapporto di lavoro subordinato né di collaborazione coordinata e continuativa.

Durata
La Sua prestazione avrà inizio il .......[Indicare data di inizio collaborazione] e durerà........ [Indicare durata collaborazione].

Compensi e rimborsi spese
Il sottoscritto Le riconoscerà al termine della prestazione, a titolo di compenso per il lavoro svolto e di rimborso forfettario delle spese sostenute, un importo pari a €uro.........- [Indicare importo (max 5.000 euro annui complessivi per fruire dell'esonero previdenziale)]. Detto compenso include il rimborso forfettario delle eventuali spese sostenute per l'espletamento della prestazione.
Nessuna ulteriore somma sarà dovuta ad alcun titolo.
Il corrispettivo non è soggetto ad IVA in base alle dispèosizioni contenute nell'articolo 5 del DPR n. 633/1972 e successive modificazioni. Come da dichiarazione scritta, Lei ha dichiarato di non aver percepito nel corrente periodo di imposta compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale da altri committenti.

Pagamenti
Il pagamento del corrispettivo sopra indicato sarà effettuato entro il ............. [Indicare i termini di pagamento]. All’atto del pagamento Lei rilascerà a titolo di quietanza una regolare ricevuta, fiscalmente valida e si provvederà a trattenere le ritenute fisdcali ed ogni altra eventuale ritenuta, con le modalità, le percentuali e i termini previsti dalle leggi vigenti.
Il rapporto qui regolamentato non presuppone rapporto di lavoro subordinato.

Forma scritta
Qualsiasi modifica al presente accordo dovrà essere convenuta ed accettata per iscritto.

Privacy
In relazione agli adempimenti previsti dalla Legge n. 675/1996 e scaturenti dal suddetto incarico, Lei ci autorizza per iscritto a comunicare a terzi i suoi dati personali unicamente al fine di adempiere agli obblighi di legge.

Foro Competente
Per tutto quanto non espressamente previsto in questo contratto, si applicheranno le norme di legge.Ogni eventuale controversia derivante dal presente rapporto o collegata allo stesso dovrà comunque essere portata davanti al Tribunale di ..........[Indicare sede del Tribunale competente oppure alla Camera arbitrale di ..........].

Cordiali saluti.


Luogo e data...................................

Il professionista committente

30 giorni

Un aspetto di particolare interesse e spesso frainteso è quello delle 30 giornate massime nell’anno. Questo limite massimo di giornate non riguarda le prestazioni di lavoro autonomo occasionale e che pertanto non sussiste nessun limite di giornate lavorabili nell’anno per tale tipologia contrattuale.
Le 30 giornate imposte come tetto massimo erano state introdotte a seguito della cosiddetta riforma del lavoro Biagi, per distinguere le collaborazioni coordinate e continuative a progetto, da quelle che, se inferiori a 30 giornate nell’anno, caratterizzavano le mini collaborazioni coordinate e continuative senza progetto, che non avevavo come obbligo la predisposizione di un progetto all’interno del contratto.

Il riferimento ai 5mila euro e ai 30 giorni era contenuto nell'articolo 61 del Dlgs 276/2003, ormai abrogato.

Questa tipologia di collaborazioni sono del tutto differenti dalle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, in quanto le prime, ad esempio, producono da un punto di vista fiscale redditi di lavoro dipendente mentre le seconde, redditi diversi, da indicare nel quadro RL della propria dichiarazione dei redditi.

Inoltre il tetto dei 5mila euro è del tutto irrilevante ai fini dell'obbligo fiscale di attivare la Partita Iva, obbligo che ricorre, a prescindere da somma incassata, nel caso in cui l'attività assuma i requisiti di abitualità.

Senza considerare l'aspetto fiscale, le prestazioni occasionali che non comportano incassi superiori a 5mila euro in un anno permettono al soggetto percipiente di essere esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS. Tale obbligo invece sussiste nel momento in cui venisse superato questo limite, con il conseguente versamento di contributi previdenziali per un terzo a carico del prestatore e per due terzi..

Aspetti previdenziali del lavoro autonomo occasionale

Nell'ipotesi in cui il compenso per il collaboratore occasionale sia superiore a € 5.000, è previsto, come sopra indicato, l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS, utilizzando l'apposito modello, pertanto il rapporto di natura previdenziale tra coloro che svolgono prestazioni occasionali e l'INPS, sorge al superamento del tetto di € 5.000 nel corso dell'anno e i contributi previdenziali previsti per la Gestione Separata INPS devono essere calcolati esclusivamente sulla parte eccedente tale importo.

L'importo di € 5.000 è il limite che non denota (come erroneamente molti pensano) il massimale da non superare altrimenti scatta l'obbligo di aprire una partita IVA ma semplicemente viene fissato un plafond di esenzione INPS oltre il quale scatta l’obbligo di iscrivere il lavoratore occasionale da parte del soggetto committente all'Istituto previdenziale.

A tal scopo è quanto mai opportuno farsi rilasciare una dichiarazione scritta del collaboratore autonomo occasionale di non aver percepito dal altri committenti corrispettivi nello stesso periodo d'imposta per altre prestazioni occasionali, svolte in predenza, che facciano scattare l'obbligo di iscrizione nella Gestione separata INPS al superamento della soglia dei 5mila €uro.


Esaminiamo adesso un esempio di prestazione occasionale con ritenuta previdenziale. Si ricorda che questo tipo di ritenuta si aggiunge alla ritenuta d’acconto di natura fiscale che invece viene applicata per trattenere le imposte al lavoratore.

La ritenuta previdenziale di seve applicarei solo sulla parte eccedente i 5.000 € di compensi su base annua del lavoratore.

Fatte queste premesse vediamo come dovrà essere emessa la ricevuta di un soggetto che ha ricevuto un compenso di € 3.000 per una prestazione occasionale. Durante l’anno lo stesso soggetto ha ricevuto però compensi per prestazioni occasionali da un primo committente per altri 4.000 €, ne consegue che ha superato il plafond di esenzione previdenziale di € 5.000 per l'importo di € 2.000.
Il secondo committente ha l'obbligo di procedere all'iscrizione del prestatore occasionale all'Inps nella Gestione separata. Nella ricevuta quindi oltre alla ritenuta d’acconto fiscale del 20% sul totale del compenso si deve calcolare su € 2.000 un ritenuta previdenziale, a carico del prestatore occasionale, pari ad 1/3 dei contributi totali da versare all'aliquota in vigore per il periodo d'imposta.

Nella pratica commerciale però, quando il prestatore occasionale prevede di conseguire compensi per un importo maggiore di 5.000 € annui, è preferibile l'apertura di una Partita IVA optando per il regime forfetario. Del resto l'impresa committente, nella maggior parte dei casi, è restia ad iscrivere il prestatore occasionale all'INPS nella Gestione separata, specie per i riflessi burocratici che sono a suo carico. Con la partita IVA, invece, grazie al regime agevolato, il prestatore emette fatture non più sottoposte alla ritenuta fiscale del 20% e/o alla ritenuta previdenziale INPS andando ad introitare il 100% del compenso concordato.

Aspetti fiscali del lavoro autonomo occasionale

I compensi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente sono soggetti alla ritenuta di acconto del 20% al pari del reddito di lavoro autonomo (non in regime forfetario) (articolo 25 del DPR 600/1973).

L'ammontare della ritenuta subita viene indicata nel quadro RL della dichiarazione dei redditi per essere scomputata dall'imposta netta.

La ritenuta di acconto deve essere certificata dalla CU (Certificazione Unica) dal sostituto d'imposta (ossia il committente) con la causale M.

Il contribuente ha l'obbligo di conservare i documenti giustificativi delle eventuali spese sostenute per l'espletamento delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Il prospetto dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali e i documenti giustificativi devono essere esibiti o trasmessi all'Agenzia delle Entrate competente, in caso di verifica.


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